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Apr, 2026
Il filo dell’affetto: educare alle relazioni
Nelle attività con i bambini e le bambine all’interno del nostro centro diurno capita spesso di partire da domande semplici. Una di queste è: Cosa fate quando volete bene a qualcuno?
Le risposte arrivano spontanee e concrete: “Lo abbraccio”, “Gli dico grazie”, “Lo aiuto”, “Gli faccio un regalo”.
Dietro queste parole si apre un mondo fatto di relazioni e piccoli gesti quotidiani. Parlare di affettività con i bambini e le bambine significa proprio questo: aiutarli a riconoscere e dare valore a quei gesti che costruiscono legami e fanno sentire le persone accolte.
Durante i nostri incontri educativi utilizziamo spesso gli albi illustrati, perché le storie permettono ai bambini di avvicinarsi alle emozioni in modo naturale. Le immagini, i personaggi e le situazioni raccontate diventano uno specchio nel quale riconoscersi.
Uno dei libri che si presta molto bene a questo percorso e che abbiamo letto insieme è Filo magico di Mac Barnett e Jon Klassen. La protagonista, Annabelle, trova una scatola di filo colorato che sembra non finire mai. Con quel filo inizia a fare maglioni: prima per sé, poi per il suo cane, per i compagni, per gli abitanti del paese. Pian piano, il villaggio grigio si riempie di colori grazie al talento che spende per gli altri.
La storia è semplice, ma il suo messaggio è profondo: ciò che condividiamo con gli altri può trasformare il mondo che ci circonda. Annabelle non tiene il filo per sé: lo usa per prendersi cura delle persone.
Dopo la lettura, torniamo alla domanda iniziale e scopriamo insieme che voler bene non è solo una parola. È qualcosa che si vede nei gesti di cura, nel condividere e nel fare qualcosa: aiutare, ascoltare, fare spazio agli altri, fare pace dopo un litigio.
Educare all’affettività significa accompagnare i bambini e le bambine a scoprire che le relazioni sono un bene prezioso e che anche i piccoli gesti possono fare la differenza nella vita di qualcuno.
Forse è proprio questo il messaggio che possiamo portare nelle nostre comunità: l’affetto è come un filo. Quando lo usiamo per gli altri, non si consuma, ma si moltiplica.
Marta Muranella, educatrice
