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Apr, 2026

Ti racconto L’Arcobaleno – Speranza di don Roberto Tondato

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Mentre prepariamo il Magazine di Pasqua siamo frastornati dalle notizie che stanno arrivando in questi giorni dall’Iran e da tutto il Medio Oriente. “Notizie – ha detto Papa Leone all’Angelus dell’ 8 marzo – che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità”.
Ci troviamo di fronte al moltiplicarsi dei fronti bellici, che ci rappresentano bene quello che con tanta tristezza Papa Francesco aveva intuito parlando di una “guerra mondiale a pezzetti”.

A noi che in Arcobaleno siamo a contatto con i più piccoli non possono non nascere spontanee alcune domande, come queste: come educare in momenti così segnati da crisi, violenza, guerra e a che cosa educare? Come rendere desiderabile il domani?

In questo clima ci sentiamo ancor più investiti del compito di custodire l’infanzia che ci è affidata, di proteggerla dalla violenza e dal male, dalle shoccanti immagini di morte che girano ovunque come se fossero il trailer di qualche film. Salvo che non si tratta qui di finzione ma di tragica realtà.
E ci rendiamo conto, pure, che questa custodia ha anche a che fare con l’azione attiva di educare alla speranza, sentimento non sempre spontaneo, ma che ha bisogno di un accompagnamento, di un apprendistato.

Affrontare una sfida insieme, evidenziare che ciò è stato possibile con l’aiuto di tutti, saper mettere in evidenza il positivo contributo di ognuno, aiutare a riconoscere che non vale di meno chi in quel momento non c’era o non ha saputo dare una grande mano e, ancora, fare esperienza che è possibile ritornare a parlarsi, anche se c’è stata una baruffa… fa di ambiente un “laboratorio di speranza concreta”.
E noi questa possibilità ce l’abbiamo, grazie ai nostri ragazzi, alle educatrici ed educatori, alle suore, ai volontari, ai collaboratori e a tutti gli amici dell’Arcobaleno. Sì, noi abbiamo questa possibilità: quella di fare costantemente della nostra casa un “presidio di umanità”, capace di formare cuori sensibili nei confronti degli altri e menti aperte al confronto e al dialogo.

È anche così che possiamo dare forma concreta a quella speranza che ci serve per il nostro oggi. Siamo, infatti, convinti che cooperazione, dialogo, empatia siamo siano le più efficaci medicine contro la cultura dell’egoismo, dell’aggressività e della violenza che sta avvelenando il nostro tempo.
Diceva don Lorenzo Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.

Coltiviamo la concreta speranza che dal fare insieme nascerà un domani più desiderabile.

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